Sedici cose imparate nel 2016

Ho visto un video, prima di andare ad allenamento, su youtube:  sedici cose imparate nel 2016. Non serve dirvi cosa viene qui di seguito, perché in effetti…

  1. Sono piuttosto prevedibile. La cosa mi ha sempre dato grossi problemi quando ero più piccola e sguazzavo nella convinzione di essere speciale, diversa, irripetibile e imprevedibile. Nel 2016 ho imparato che non sono per niente così e va bene, perché fa parte di quello che sono e sapete cosa? Magari sono prevedibile, ma ho un altro super potere: sono insospettabile. Che è persino meglio, forse.
  2. C’è del buono in (quasi) tutto quello che succede, a ben guardare. Certo, a volte bisogna proprio volerlo trovare a tutti i costi, questo buono, e magari servono mesi prima di riuscire a mettere a fuoco l’angolino dove si nasconde e hai voglia poi a tirarlo fuori, ma spesso c’è. Mi sono infortunata spesso, nel 2016. Una distorsione alla caviglia, numerosi stiramenti e poi il pezzo da novanta, quello che mi ha davvero buttata giù, quando sono riuscita a stirarmi tutti i legamenti del ginocchio sinistro in un colpo solo. Ho avuto delle grosse battute d’arresto, a livello fisico, tanto da rimanere ferma per mesi e davvero, pensavo che sarei impazzita ad un certo punto. Invece ho solo sclerato male in più di un’occasione, ma non è questo il punto. Il punto è che tutte le volte che ho ripreso a muovermi qualcosa nella mia testa si era sbloccato e mi si sono aperte infinite possibilità che prima non riuscivo a vedere perché non avevo effettivamente bisogno di vederle. Farti male ti insegna a cercare altri modi, perché – diciamolo – ti caghi in mano all’idea di ritrovarti di nuovo nella stessa situazione che ti ha letteralmente fatto esplodere un ginocchio. E quindi ti ingegni.  E quindi c’è del buono, nello sbattere il muso contro uno stop imprevisto. Dietro l’incazzatura, certo, e gli scleri e le discussioni e l’assoluta incapacità di stare davvero a riposo e dare tempo al corpo di guarire.
  3. Aiutati, che il ciel ti aiuta. Tanto per restare a tema, devi fare impacchi di argilla due volte al giorno perché hai uno stramaledetto versamento che a ben guardare fa sembrare che ci sia un cocomero tra coscia e polpaccio? E tu schiaffati un po’ di argilla pure in faccia, così avrai ancora un cocomero a metà gamba, ma anche una pelle bellissima e ciaone.
  4. Non ho mai rimorchiato tanto come durante il periodo in cui ho portato il tutore al ginocchio. Fidatevi. Il trucco non sono i cuccioli di cane o i bambini: i tutori. Dove vi pare. I maschietti non resistono, DEVONO sapere cosa ti sei fatta.
  5. Ci sono cose che vanno al di là del mio controllo e no, non ho ancora imparato ad accettarlo, e si, queste cose mi fanno venire le crisi di pianto e gli attacchi di panico.
  6. L’onestà non sempre paga, ma la consapevolezza di averla saputa osare è impagabile.
  7. Mi faccio un sacco di selfie perché si, sono una vanitosa del cazzo.
  8. Ho un rapporto terribile con il mio corpo, nonostante sia una vanitosa del cazzo, e uno ancora peggiore con i numeri che segna la bilancia. Mamma, so che mi stai leggendo, non andare in paranoia per favore: non mi lascio morire di fame, non ho disturbi alimentari, non c’è bisogno che tu venga a Forlì per farmi da mangiare. Mi so gestire, devo solo evitare di pesarmi e di guardarmi allo specchio, di profilo, dopo aver mangiato.
  9. Vivo ogni cosa come fosse attaccata ad un amplificatore, ed è sia bellissimo che bruttissimo.
  10. Comprare cose mi fa felice e basta con questa omertà, ammettiamolo, lo shopping piace. Fine.
  11. Perdere un’amica fa schifo, tranne quando ti rendi conto di stare meglio senza.
  12. La verità fa schifo. Vedi il punto sopra, pure quello fa schifo, ma il fare schifo non lo rende meno vero.
  13. Poche cose sono appaganti come il peso di una medaglia al collo e  della brioches alla crema tra le mani un istante prima di morderla.
  14. Le persone sbagliate che dicono e fanno le cose giuste esistono. E della mia possiamo dire tutto quello che volete, che tanto i quattro gatti che leggeranno questo post mi hanno sentita blaterare, delirare e frignare per tutto l’anno scorso, ma la verità è che se non ci fosse stata il mio 2016 sarebbe stato molto più noioso. E, mamma non leggere, non avrei scopato così tanto e così bene. Se mai avrò delle nipoti, sarò una nonna con delle storie eccezionali grazie alla mia persona sbagliata.
  15. A volte ho la pretesa di essere una persona impegnata e intelligente, ma stringi stringi sono una gran cazzona. Vedi questo post, sembrava in principio una cosa seria e mezza impegnata, è mancato tanto così che vi dicessi della volta che ho scopato dietro il bancone di un bar. E infatti. Mamma, te l’avevo detto di non leggere.
  16. Sono quello che sono, non posso farmene una colpa. E se a voi non sta bene, come dire, cazzi vostri. Non siete obbligati a volermi bene, io invece con me stessa ci devo convivere tutti i giorni quindi anche se non mi voglio sempre benissimo, il minimo che posso fare è accettarmi per quello che sono.

Mi ero fatta una tazza di tisana da sorseggiare durante la stesura di questo post: me ne sono completamente dimenticata e adesso è gelida. Ottimo. Vado ad asciugare i capelli, prima che il collo pensi bene di bloccarsi per ricordarmi che non ho più l’età per fare la splendida alle undici con un asciugamano in testa.  2017, per favore, io mi aiuto ma tu vienimi un po’ incontro. Abbi pietà di me, almeno un pochino. Per favore.

 

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